Consultori Sostanze
Programmi e obiettivi

Il Consultorio sostanze offre due distinte tipologie di prestazioni:

  • la consulenza: viene accolta la persona e la sua richiesta di informazione. Viene valutata la situazione e fornita un’indicazione in tempi brevi e senza necessariamente sfociare in una presa in carico.
  • la presa in carico: l’utente richiede volontariamente un aiuto strutturato al Consultorio sostanze, il quale viene riconosciuto come referente istituzionale. L’utente collabora ed investe personalmente nella costituzione di un programma concordato tra le parti che, sulla base degli obiettivi stabiliti, gli permetta di confrontarsi e di superare i disagi correlati alla tossicodipendenza.

Il consulente del Consultorio sostanze dispone di una formazione in ambito psico-socio-educativo (psicologo, assistente sociale o educatore) ed una pratica di lavoro nel campo della presa in carico di persone con problemi inerenti il consumo di sostanze (siano esse consumatrici oppure toccate dalla problematica in maniera indiretta, per legami familiari, affettivi, lavorativi, ecc.). Egli è vincolato al segreto professionale secondo l’art. 15 della Legge federale sugli stupefacenti.
Il consulente è innanzitutto responsabile della ricezione e dell’analisi della domanda in prima istanza; come pure della comunicazione della stessa in seno all’équipe multidisciplinare del Centro. In seguito, la sua esperienza gli consente di procedere, assieme all’utente e con la sua collaborazione, alla fase di chiarificazione della domanda: fase essenziale il cui scopo è quello di capire meglio la richiesta e definire gli obbiettivi da raggiungere a breve termine.
In tale senso, quando la situazione lo necessita, il consulente attiva le altre figure professionali presenti al Centro (medico psichiatra, infermiere, psicologo) chiedendo una valutazione sulla base delle loro specifiche competenze nelle aree critiche che rappresentano anche uno schema di riferimento all’interno dell’équipe per organizzare in maniera focalizzata la suddivisione dei compiti multidisciplinari.
Su queste basi, il consulente accompagna l’utente nella definizione di un progetto di cura condiviso. Successivamente, egli si offre come punto di riferimento stabile per l’utente e cerca di aiutarlo, in ogni momento del processo terapeutico, a differenziare i bisogni contingenti ed esprimerli nelle opportune sedi: la sua funzione è a questo punto quella di coordinatore della rete terapeutica che si è costituita attorno all’utente.